Progetto di educazione ambientale
Biodiversità rurale: tutela delle cultivar e orti didattici (Bando 2006 - L. R. 122/99)


Il progetto è incentrato sulla salvaguardia della biodiversità rurale e si sviluppa su due direttrici principali: un'azione concreta di tutela del germoplasma legato agli orti sia di specie arboree che erbacee ed un'azione di ricerca scientifica e documentazione di sostegno volta principalmente alla sensibilizzazione dei privati

La prima parte del progetto prevede la realizzazione di due impianti dimostrativi del Cea del Fiume ubicati nella riserva di Serranella e di un campo di coltivazione del Cea delle Abetine nella riserva di Rosello. A Serranella si stanno realizzando un giardino di Pomona con cultivar arborei, cioè varietà tradizionali di meli, peri, susini, nespoli, sorbi, visciole, ecc. ed un orto didattico tradizionale con specie vegetali pre-colombiane e post-colombiane (cioè precedenti e successive all'arrivo di prodotti americani quali patate, pomodori, peperoni).

Nell'orto, vedi foto, sono state ricostruite anche le strutture e le attrezzature tradizionali. A Rosello verrà invece organizzato, a partire dall'autunno, un campo sperimentale dei legumi di montagna con la coltivazione di varietà tipiche quali il fagiolo "suocera e nuora" coltivato sui Monti Pizzi, la lenticchia, la cicerchia, il pisello selvatico ed altri. Gli impianti realizzati sono supportati da un'azione di ricerca volta a documentare il patrimonio di varietà locali vegetali del territorio Sangro Aventino e da un'azione di coinvolgimento del territorio e dei portatori di interesse coinvolgendo gli agricoltori vicini alle riserve nella tutela delle varietà locali. Gli eventi previsti dal progetto sono di sostegno alla sensibilizzazione e di animazione del territorio ed intendono, nella fase finale, andare ad identificare alcuni prodotti come espressione gastronomica e culturale locale (ad es. il "peperone corna di capra" di Altino o la "mela casolana" per Serranella e il fagiolo "suocera e nuora" per Rosello). Il progetto riveste infine un'importanza di tipo culturale ed estetico in quanto arricchisce di contenuto le azioni delle aree protette, potrà essere illustrato ai visitatori e soprattutto alle scuole durante le loro visite ed andrà a rappresentare anche un polo di interesse per quanti si occupano di agricoltura sostenibile.
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Referenti del progetto: Angela Natale e Mario Pellegrini.
Coordinatore scientifico: Aurelio Manzi
Realizzazione orti: Franco Fantini
Collaboratori del Cea: Mery Gallucci, Marina Beneduce, Daniela Rotondo.

Le date degli eventi verranno comunicate attraverso questo sito e gli organi di stampa.
La pubblicazione del C.I.S.D.A.M. "Gli orti storici nella provincia di Chieti" a cura di Giuliano Di Menna e Aurelio Manzi può essere richiesta direttamente al Cea del Fiume.


Lo stato del progetto
All'inizio di questa primavera 2008 il sistema degli orti a Serranella è in piena fase di realizzazione, molte cultivar sono già germinate, l'assetto degli orti definito, alcune strutture di ausilio tradizionali come la rola (semenzaio) già realizzate. Nelle scorse settimane è stato realizzato anche un pagliaio con le tecniche locali.
E' sorto intanto il primo orto didattico, realizzato dai ragazzi dell'Istituto Comprensivo di Castelfrentano con l'aiuto del personale del Cea che si sviluppa su un terreno di circa 100 mq già individuato e dove si stanno mettendo a dimora varie specie vegetali.


PROGETTO ORTI NEL 2009
UN ANNO DI ORTI PER SERRANELLA
orti scolastici, orti di natura ed orti di solidarietà
di Angela Natale – coop. Sagrus – Centro di Educazione Ambientale del Fiume

Da qualche anno il Cea del Fiume della Riserva Naturale Lago di Serranella e la cooperativa Sagrus, che si occupa della gestione operativa del centro e dell’area protetta, hanno avviato un laborioso progetto per la tutela della biodiversità rurale che si spinge in varie direzioni, dallo studio e dal recupero delle cultivar locali alla valorizzazione dei prodotti agricoli e all’educazione ambientale ed alimentare. Non è un caso la scelta del tema di lavoro se si pensa che la riserva di Serranella comprende per lo più terreni agricoli e si trova in una più ampia zona della vallata del Sangro in cui l’orticoltura ha caratterizzato in passato la storia e l’economia delle popolazioni. A questa “vocazione” territoriale si unisce lo studio e la passione di Aurelio Manzi, botanico e studioso di storia del paesaggio e dell’agricoltura, che ha scelto la riserva di Serranella quale laboratorio di ricerca e di sperimentazione per la salvaguardia di un patrimonio agrario e culturale che rischia di sparire per sempre, inghiottito dalla produzione intensiva e globalizzata dove l’imperativo è la quantità e l’abbattimento dei costi.
Molto lavoro è stato fatto dalle riserve di Serranella e di Rosello, partner del progetto, nel 2009 . Siamo certi che un breve resoconto delle iniziative portate avanti risulterà utile per informare i cittadini del Sangro Aventino, le amministrazioni locali e gli operatori di settore poiché ai molti che conoscono la mole di lavoro svolta corrispondono altrettanti che non hanno avuto modo di essere informati.
Nei primi mesi del 2009 si è concluso il progetto tematico sulla biodiversità rurale finanziato dalla Regione Abruzzo – Servizio Politiche per lo Sviluppo Sostenibile – realizzato da Serranella e Rosello. Esso ha reso possibile non solo azioni di ricerca con la pubblicazione di due volumi a cura del Manzi ma anche la realizzazione pratica di strutture: a Serranella dell’orto medioevale con l’ambiente rurale, il pagliaio, la “rola” (il semenzaio), a Rosello del giardino dei legumi dove sono state messe a dimora varietà idonee per le quote più elevate e per le aree marginali dove l’agricoltura sta ormai scomparendo come ad es. la lenticchia, la cicerchia e il robiglio, un pisello molto vicino alla forma selvatica salvato quasi in extremis dall’estinzione e che potrebbe conoscere una nuova fortuna dovuta all’utilizzo in alta gastronomia.
La Sagrus si è contemporaneamente dedicata alla riscoperta e valorizzazione del peperone dolce varietà di Altino o di Serranella, già inserito nell’Atlante regionale dei prodotti tipici, che presenta la caratteristica di avere i frutti rivolti verso l’alto di colore rosso intenso e viene utilizzato essiccato e macinato in numerosi piatti della tradizione contadina ma soprattutto per aromatizzare e colorare la prestigiosa ventricina vastese e molisana. Nell’ambito delle misure sulla biodiversità del Piano Triennale dell’Ambiente la Sagrus ha reperito dei terreni limitrofi alla riserva e qui messo a dimora un campo sperimentale del peperone dolce per la produzione del seme ma anche come supporto agli interventi di valorizzazione avviati dall’amministrazione comunale di Altino – grazie soprattutto al tenace impegno dell’assessore Tino Bellisario – per la costituzione di un’ associazione a tutela del prodotto. Tutto il lavoro è confluito nella prima festa del peperone svoltasi ad Altino il 12 e il 13 settembre che ha visto un grande successo di pubblico con oltre 5000 visitatori e 3000 piatti preparati dalle varie contrade per il palio culinario.
Grande interesse ha suscitato nel mondo della scuola il progetto “Coltiviamo un orto a scuola” inserito nel Catalogo “Di scuola in Cea” nell’anno scolastico 2008-2009, scelto sia da scuole limitrofe a Serranella che da istituti sull’intero territorio regionale e realizzato con bambini della scuola dell’infanzia e con ragazzi più grandi, fino alla secondaria di primo grado. Scopo del progetto è stata la creazione di orti scolastici come da tempo attuato in altre regioni italiani, ad esempio con l’esperienza degli orti di pace dell’Ecoistituto di Cesena. In aree disponibili vicino alle scuole, guidati degli operatori della riserva, i ragazzi hanno potuto cimentarsi nella lavorazione del terreno, nella realizzazione della recinzione lungo il perimetro dell’orto, nella semina di diverse varietà messe a disposizione dal CEA, nella piantagione di piante aromatiche. Gli alunni hanno realizzato il recinto utilizzando, come si faceva una volta, materiale naturale, in questo caso le canne raccolte lungo il fiume; ed è stata questa l’occasione per poter spiegare loro l’importanza e l’uso di questi materiali poveri e facilmente reperibili che hanno segnato la storia agricola dei nostri territori.
L’orto scolastico viene normalmente coltivato vicino alla scuola per dare la possibilità ai ragazzi di seguire da vicino le diverse fasi di coltivazione e per renderli protagonisti e non semplici spettatori del lavoro agricolo ma la stretta collaborazione con la scuola di Sant’Eusanio del Sangro, uno dei comuni della riserva, ha spinto noi ed il dirigente Silvino D’Ercole, unitamente ai docenti, a realizzare l’orto scolastico dentro la riserva affinché i ragazzi fossero partecipi anche della vita e del lavoro dell’area protetta e nella speranza che presto diventino i più fedeli custodi del patrimonio naturale più importante del loro territorio comunale.
Questo anno che sta finendo, il 2009, sarà a lungo ricordato nella nostra regione per il terribile evento sismico del sei aprile che ha interessato la città e la provincia di L’Aquila. Qualche settimana dopo vi erano già i primi contatti con un gruppo di lavoro del Parco Nazionale del Gran Sasso coordinato dalla dr.ssa Silvia De Paulis e nel giro di pochi giorni nasceva il progetto “10 Orti per 10 Tendopoli” promosso dal parco e da Slow Food con la finalità di impegnare anziani, ragazzi e bambini delle tendopoli, per educare al biologico e alla tutela della biodiversità agricola e quindi al recupero delle varietà locali. La stagione era quella giusta e gli orti collettivi, realizzati ciascuno su circa 1000 mq e limitrofi alle tendopoli, hanno avuto anche lo scopo di riabituare alla vita che nasce e contribuire ad una sana alimentazione. Al progetto hanno collaborato in tanti per fornire attrezzature, consulenza, aiuti materiali e sementi; a noi di Serranella è stato chiesto di fornire piantine da varietà locali fra le quali vi era, quasi come portavoce, quell’insalata della Rivera i cui semi erano arrivati da noi dagli orti aquilani attraverso Aurelio ed erano stati messi a dimora per tutelarne la varietà. Il 19 maggio, in una giornata già calda, ci siamo recati ad Assergi carichi di centinaia di piantine cresciute sotto la cura attenta di Franco Fantini, nostro insostituibile “orticultore”, e le abbiamo affidate alle attenzioni dei collaboratori del parco. Nei giorni seguenti le piantine di Serranella venivano distribuite in tutti gli orti delle tendopoli, da Paganica a S. Gregorio, da Onna a Collemaggio nel cuore della città distrutta. Durante tutta l’estate, osservando a Serranella i nostri orti ed il campo dei peperoni, il mio pensiero – ma sono certa quello di tutti noi impegnati nel lavoro quotidiano della riserva – andava continuamente a quelle piantine così lontane e così vicine che forse avevano dato ad anziani e a bambini qualche momento di serenità in una situazione così difficile. A settembre, con l’avvio dei progetti per il nuovo anno scolastico, dopo un bel raccolto dei rossi peperoni dolci sia a Serranella che negli orti aquilani, si è concluso il progetto 10 orti per 10 tendopoli con la consegna delle attrezzature e con la stipula di un atto ufficiale grazie al quale sorgeranno nuovi orti collettivi nelle vicinanze delle scuole e dei nuovi punti di aggregazione con scopi sociali e riabilitativi e con l’intento di creare una nuova rete di orti per lo scambio dei semi e la salvaguardia delle varietà locali nel solco delle esperienze maturate fra gli agricoltori custodi delle aree protette.
La rete per gli orti attorno a Serranella è diventata ormai molto estesa nello scambio delle sementi e delle esperienze, nell’invio di libri e materiali in ogni angolo d’Italia, nei contatti quotidiani con i tanti che vengono o chiamano per avere notizie, per coltivare di nuovo varietà conosciute solo ai loro nonni, ma soprattutto nelle centinaia di bambini che arriveranno con la prossima primavera insieme ai nuovi frutti della terra. ___________________________________________________________
TESTI



titolo:
Gli Orti Storici
nella Provincia di Chieti


autori:
Aurelio Manzi
Giuliano Davide Di Menna

edizioni:
Abietifolia Mediterranea
Note scientifiche del CISDAM

252 pag.
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titolo:
I Legumi della Montagna Abruzzese

autore:
Aurelio Manzi


edizioni:
Talea
45 pag.


titolo:
Gli Orti Medievali in
Abruzzo


autore:
Aurelio Manzi


edizioni:
Talea
45 pag.
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